giovedì 6 settembre 2012

Per ogni libro letto, 4 giorni in meno di carcere!

In Brasile, signori, sono avanti! 4 giorni di carcere in meno sino a 48 giorni l'anno per ogni libro letto, cioè 12 libri l'anno, uno al mese. Una cosa fattibile, non credete?

L’idea è così azzeccata, così pertinente, che poteva venire in mente solo a chi ha conosciuto la geometrica afflizione del carcere, il rumore delle serrature, i fantasmi della solitudine. E infatti è stata Dilma Rousseff a idearla. Che molto prima di diventare l’attuale presidente del Brasile è stata incarcerata per tre anni, dal 1970 al 1972. Era la cupa stagione dei generali. Dilma, studentessa di famiglia borghese era entrata nella guerriglia, era stata arrestata a San Paolo con un’arma addosso, aveva subito ventidue giorni di tortura. Da allora non ha mai dimenticato quanti abissi contengano quelle mura. Quanto buio. E quali piccole vie d’uscita possano trasformare i reclusi in «persone migliori».
Il libro è una di quelle vie d’uscita. Perché apre mondi immaginari. Racconta vite vere. Insegna che il destino è multiplo, la malasorte ondivaga, l’odio può essere guarito, la poesia può svelare significati inattesi alla semplice nostalgia di un tramonto, l’amore può cambiarci in una sola sera, e anche la libertà è sempre possibile, ma mai chiudendo gli occhi. «Chiunque di loro avrà una visione più larga del mondo» hanno detto al ministero della Giustizia brasiliano, varando questa legge che punta tanto sui libri, quanto sui detenuti. 

Per l'articolo completo, guardate qui: http://www.micciacorta.it/home/naviga-tra-le-categorie/36-carcere-a-processi/8752-brasile-i-libri-rendono-piu-liberi-gli-sconti-di-pena-per-chi-legge-in-carcere-.html

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